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Protezione dei dati nelle PMI 2026: obblighi LPD, consulente, valutazione d'impatto, violazioni

Il consulente per la protezione dei dati è facoltativo per una PMI privata, il registro spesso non serve sotto i 250 collaboratori, la multa arriva a CHF 250 000. Trova tutti gli obblighi LPD e OPDa, tre esempi e una checklist.

24 min di lettura03.11.2026ITCH
KMU-Inhaber prüft am Laptop eine Datenschutz-Checkliste, daneben ein abschliessbarer Aktenschrank und ein Vorhängeschloss

Una PMI non è tenuta a nominare un consulente per la protezione dei dati: i titolari privati possono designarne uno (art. 10 cpv. 1 LPD), l'obbligo vale solo per gli organi federali (IFPDT). Ogni azienda deve invece proteggere i dati, informare, rispondere alle richieste d'accesso entro 30 giorni e notificare le violazioni gravi. Il registro delle attività di trattamento di regola non serve sotto i 250 collaboratori (art. 24 OPDa). Una violazione intenzionale costa alla persona responsabile una multa fino a CHF 250 000 (art. 60–63 LPD).

L'essenziale

  • La LPD riveduta si applica dal 1.9.2023 e protegge solo le persone fisiche, compresi i Suoi interlocutori presso i clienti aziendali (art. 1, 2 e 74 LPD).
  • Il consulente è facoltativo; se comunicato all'IFPDT, dispensa dalla consultazione dell'IFPDT anche con un rischio residuo elevato (art. 10 e 23 cpv. 4 LPD).
  • Niente registro sotto i 250 collaboratori al 1° gennaio, salvo dati degni di particolare protezione su vasta scala o profilazione ad alto rischio (art. 24 OPDa).
  • La valutazione d'impatto precede ogni trattamento a rischio verosimilmente elevato e si conserva due anni dopo la fine (art. 22 LPD, art. 14 OPDa).
  • Una violazione a rischio verosimilmente elevato si notifica all'IFPDT «quanto prima», non entro 72 ore (art. 24 LPD).
  • Le richieste d'accesso ricevono risposta gratuita entro 30 giorni; con un onere sproporzionato è ammessa una partecipazione di al massimo CHF 300 (art. 18 e 19 OPDa).
  • I dati possono andare senza altre garanzie nell'UE, nel Regno Unito o a imprese statunitensi certificate; l'elenco è nell'allegato 1 OPDa.
  • La multa fino a CHF 250 000 colpisce la persona responsabile, l'azienda solo fino a CHF 50 000 (art. 64 LPD).

Gli obblighi in sintesi: chi, quando, quale sanzione

Cosa impone ogni obbligo a una PMI privata e quanto costa una violazione intenzionale. Senza multa prevista, l'IFPDT può ordinare provvedimenti amministrativi (art. 51 LPD).

ObbligoChiQuandoSanzione se intenzionale
Sicurezza dei dati, requisiti minimi (art. 8 LPD, art. 1–3 OPDa)titolare e responsabile del trattamentosemprefino a CHF 250 000, a querela (art. 61 lett. c)
Affidamento a un responsabile del trattamento (art. 9)titolareprima dell'affidamentofino a CHF 250 000, a querela (art. 61 lett. b)
Comunicazione all'estero (art. 16–17)titolare e responsabileprima di ogni trasferimentofino a CHF 250 000, a querela (art. 61 lett. a)
Obbligo d'informare (art. 19)titolarealla raccolta; dati di terzi: al massimo 1 mesefino a CHF 250 000, a querela (art. 60)
Decisione individuale automatizzata (art. 21)titolarealla decisionefino a CHF 250 000, a querela (art. 60)
Diritto d'accesso (art. 25–26)titolareentro 30 giornifino a CHF 250 000 se inesatto o incompleto, a querela (art. 60)
Registro delle attività di trattamento (art. 12)da 250 collaboratori o con eccezione dell'art. 24 OPDasempre aggiornatonessuna multa; accesso dell'IFPDT (art. 50)
Valutazione d'impatto (art. 22–23)titolareprima del trattamentonessuna multa; l'IFPDT può ordinarla (art. 51 cpv. 3 lett. d)
Notifica di una violazione (art. 24)titolare; il responsabile lo avvisaquanto primaomissione non punibile (guida IFPDT, n. 1.8); l'IFPDT può ordinarla
Rispetto di una decisione dell'IFPDT (art. 63)privatodalla notificazionefino a CHF 250 000, d'ufficio

Fonte: legge sulla protezione dei dati RS 235.1 (stato 7.7.2025) e ordinanza sulla protezione dei dati RS 235.11 (stato 1.12.2025).

La LPD si applica alla Sua PMI?

Sì, appena tratta informazioni relative a una persona fisica identificata o identificabile (art. 5 lett. a LPD). Il Portale PMI della Confederazione ricorda che tutte le imprese in Svizzera sono coinvolte, PMI incluse (Portale PMI). La legge vale anche per fatti avvenuti all'estero che hanno effetti in Svizzera (art. 3 LPD).

Titolare o responsabile del trattamento

Il titolare decide scopo e mezzi; il responsabile tratta per suo conto (art. 5 lett. j e k LPD). La Sua PMI è titolare dei dati di clienti e personale; software salari, cloud e fiduciaria sono di regola responsabili del trattamento. La distinzione stabilisce chi informa, chi risponde alle richieste d'accesso e chi notifica una violazione.

Dati degni di particolare protezione

Sei categorie richiedono più cura: opinioni religiose, filosofiche, politiche o sindacali; salute, sfera intima, origine razziale o etnica; dati genetici; dati biometrici identificativi; perseguimenti e sanzioni penali o amministrativi; assistenza sociale (art. 5 lett. c LPD). I certificati medici del personale vi rientrano. Un consenso necessario deve allora essere esplicito (art. 6 cpv. 7 LPD).

Principi invece del consenso

La LPD non chiede un consenso per ogni trattamento, ma liceità, buona fede, proporzionalità, uno scopo riconoscibile, esattezza e distruzione o anonimizzazione una volta raggiunto lo scopo (art. 6 LPD). La durata «necessaria» deriva spesso da altre leggi: l'IFPDT cita dieci anni per i documenti contabili secondo l'art. 958f CO (FAQ IFPDT).

Consulente per la protezione dei dati: facoltativo, ma utile

Il consulente è l'interlocutore delle persone interessate e delle autorità; forma, consiglia e collabora all'applicazione delle norme (art. 10 cpv. 2 LPD). L'IFPDT lo sottolinea: a differenza del RGPD, per i privati la nomina è facoltativa (IFPDT). Le guide che impongono un «responsabile della protezione dei dati» a ogni PMI riprendono la regola europea, non quella svizzera.

Le quattro condizioni dell'agevolazione

Il vantaggio vale solo se la persona soddisfa quattro condizioni (art. 10 cpv. 3 LPD):

  1. Esercita la funzione in modo professionalmente indipendente e senza istruzioni.
  2. Non svolge attività incompatibili.
  3. Dispone delle conoscenze specialistiche necessarie.
  4. L'azienda pubblica i suoi dati di contatto e li comunica all'IFPDT.

Secondo l'IFPDT sono incompatibili, ad esempio, l'appartenenza alla direzione o una funzione nel personale o nell'informatica; il cumulo con la sicurezza dell'informazione è possibile (IFPDT). La comunicazione avviene nel portale DPO, con login AGOV o CH-Login.

Cosa deve al consulente

Gli mette a disposizione le risorse necessarie, l'accesso a documenti, registri e dati e il diritto di informare l'organo di direzione superiore nei casi importanti (art. 23 OPDa). La funzione può essere esternalizzata, ripartita o affidata a una persona giuridica, senza obbligo di domicilio in Svizzera (FAQ IFPDT). La responsabilità resta all'azienda.

Risposta dettagliata: Una PMI deve nominare un consulente per la protezione dei dati?

Registro delle attività di trattamento

Il registro elenca quali dati tratta e perché. Quello del titolare contiene almeno sette elementi (art. 12 cpv. 2 LPD): identità del titolare, scopo, categorie di persone e di dati, categorie di destinatari, se possibile durata di conservazione e misure di sicurezza e, in caso di comunicazione all'estero, lo Stato e le garanzie. I responsabili del trattamento tengono un registro proprio, più breve (art. 12 cpv. 3 LPD). Solo gli organi federali lo notificano all'IFPDT.

L'eccezione per le PMI

Il Consiglio federale ha concretizzato l'eccezione dell'art. 12 cpv. 5 LPD nell'art. 24 OPDa:

Collaboratori al 1° gennaioDati degni di particolare protezione su vasta scalaProfilazione ad alto rischioRegistro obbligatorio
meno di 250nonono
meno di 250sìnosì
meno di 250nosìsì
250 o piùindifferenteindifferentesì

Fonte: art. 24 OPDa (stato 1.12.2025).

Conta solo il 1° gennaio: chi supera 250 durante l'anno resta esentato fino al 1° gennaio successivo. Le aziende esentate devono comunque informare, rispondere alle richieste d'accesso e proteggere i dati, ricorda l'IFPDT (FAQ IFPDT).

Risposta dettagliata: Un'azienda con meno di 250 collaboratori deve tenere il registro delle attività di trattamento?

Regolamento sul trattamento e verbalizzazione

Chi tratta in modo automatizzato dati degni di particolare protezione su vasta scala o esegue una profilazione ad alto rischio redige anche un regolamento sul trattamento: organizzazione, procedure, sicurezza (art. 5 OPDa). In questi casi, se la prevenzione non basta, verbalizza registrazione, modifica, comunicazione, cancellazione e consultazione; i verbali si conservano almeno un anno separati dal sistema (art. 4 OPDa, tenore dal 1.12.2025).

Sicurezza dei dati, protezione sin dalla progettazione e responsabili del trattamento

La sicurezza dei dati riguarda ogni PMI, e i suoi requisiti minimi sono sanzionati penalmente (art. 61 lett. c LPD). Lei determina il bisogno di protezione in base ai dati e all'entità del trattamento, valuta il rischio, sceglie le misure secondo lo stato della tecnica e i costi e riesamina il tutto durante il trattamento (art. 1 OPDa).

Obiettivo (art. 2 OPDa)Provvedimenti secondo l'art. 3 OPDaEsempio in una PMI
Confidenzialitàcontrollo dell'accesso ai dati, ai locali, dell'utilizzazionesalari visibili solo a HR e direzione, doppia autenticazione
Disponibilità e integritàcontrollo dei supporti, della memoria, del trasporto; ripristinoportatili cifrati, backup separato, test di ripristino
Disponibilità e integritàsicurezza dei sistemiaggiornamenti, lacune critiche note chiuse
Tracciabilitàcontrollo dell'immissione e della comunicazionecronologia delle modifiche in contabilità e CRM
Tracciabilitàriconoscimento ed eliminazioneallarme su accessi insoliti, piano d'emergenza

Fonte: art. 1–3 OPDa (stato 1.12.2025).

Protezione dei dati sin dalla progettazione e per impostazione predefinita

Progetta i sistemi fin dalla pianificazione per rispettare i principi e imposta per default il trattamento al minimo necessario (art. 7 LPD). In pratica: pochi campi obbligatori, newsletter non preselezionata, termini di cancellazione impostati nel sistema.

Affidare correttamente i dati a un responsabile

Può affidare un trattamento se il fornitore tratta i dati come potrebbe farlo Lei, se nessun segreto vi si oppone e se ha verificato che garantisce la sicurezza dei dati (art. 9 LPD). Un ulteriore subappalto richiede la Sua autorizzazione preventiva; con un'autorizzazione generale è informato di ogni cambiamento e può opporsi (art. 7 OPDa).

Comunicazione di dati all'estero

Cloud, newsletter, videoconferenza: quasi ogni PMI trasferisce dati all'estero. La LPD prevede tre vie (art. 16–17 LPD).

ViaCondizioneEsempiBase legale
Stato con protezione adeguataiscrizione nell'allegato 1 OPDaStati UE e SEE, Regno Unito, Canada, Israele, Nuova Zelanda, Uruguayart. 16 cpv. 1 LPD, allegato 1 OPDa
Stati Unitisolo destinatari certificati Swiss-US Data Privacy Frameworkfornitore CRM certificatoallegato 1 OPDa
Garanzie adeguateclausole tipo riconosciute dall'IFPDT, clausole proprie comunicate all'IFPDT, norme aziendali vincolantifornitore statunitense non certificato, fornitore in Indiaart. 16 cpv. 2 LPD, art. 9–11 OPDa
Eccezione nel singolo casoconsenso esplicito, contratto con la persona, pretese giuridiche, protezione della vitaprenotazione alberghiera in Asia per un collaboratoreart. 17 LPD

Fonte: LPD art. 16–17 (stato 7.7.2025), OPDa allegato 1 (stato 1.12.2025).

L'allegato 1 conta 44 voci, riesaminate periodicamente (art. 8 OPDa). Verifichi che la certificazione di un fornitore statunitense esista davvero; altrimenti servono clausole tipo. La Sua informativa sulla privacy indica Stati e garanzie (art. 19 cpv. 4 LPD).

Obbligo d'informare e decisione individuale automatizzata

A ogni raccolta indica almeno identità e contatti, scopo e destinatari; per dati di terzi anche le categorie; per l'estero lo Stato e le garanzie (art. 19 LPD). Per dati ottenuti da terzi, l'informazione avviene al più tardi un mese dopo. Deve essere precisa, trasparente, comprensibile e facilmente accessibile (art. 13 OPDa): in pratica l'informativa sulla privacy del sito e brevi avvisi nei moduli. L'obbligo cade, tra l'altro, se la persona è già informata o se la legge prevede il trattamento (art. 20 LPD).

Decisione individuale automatizzata

Una decisione è individuale e automatizzata quando un sistema decide da solo, con effetti giuridici o un pregiudizio considerevole (art. 21 cpv. 1 LPD). Esempi in una PMI: un negozio online che rifiuta l'acquisto su fattura dopo un controllo automatico di solvibilità, un tool di selezione che scarta candidati senza sguardo umano. Informa la persona, la sente su richiesta e fa riesaminare la decisione da un essere umano se lo chiede (art. 21 cpv. 2 LPD). Nessun obbligo se la richiesta è accolta nell'ambito di un contratto o in caso di consenso esplicito (art. 21 cpv. 3 LPD). I dati di solvibilità hanno al massimo dieci anni e riguardano solo maggiorenni (art. 31 cpv. 2 lett. c LPD). Risposta dettagliata: Bisogna informare la persona di una decisione presa in modo automatizzato?

Valutazione d'impatto e consultazione dell'IFPDT

La valutazione d'impatto precede ogni trattamento che può comportare un rischio elevato, in particolare con nuove tecnologie (art. 22 cpv. 1–2 LPD). La legge cita il trattamento su vasta scala di dati degni di particolare protezione e la sorveglianza sistematica di vaste aree pubbliche. Ha tre parti: descrizione del trattamento, valutazione dei rischi, misure di protezione (art. 22 cpv. 3 LPD). Operazioni simili possono essere valutate insieme.

Sono dispensati il titolare obbligato per legge a trattare i dati, chi usa un sistema certificato e chi rispetta un codice di condotta sottoposto all'IFPDT e fondato su una valutazione d'impatto (art. 22 cpv. 4–5 LPD). La certificazione dell'art. 13 LPD è quindi l'unico audit di protezione dei dati cui la legge collega un effetto; nessun audit generale è obbligatorio.

Se nonostante le misure resta un rischio elevato, consulta preventivamente l'IFPDT. Risponde entro due mesi, entro tre per un trattamento complesso (art. 23 cpv. 1–2 LPD). Se ha consultato un consulente comunicato, questo passo cade (art. 23 cpv. 4 LPD). La valutazione si conserva almeno due anni dopo la fine del trattamento (art. 14 OPDa). Risposta dettagliata: Quando è obbligatoria la valutazione d'impatto sulla protezione dei dati?

Violazione dei dati: notifica all'IFPDT e informazione delle persone

Una violazione della sicurezza dei dati è la perdita, cancellazione, distruzione o modifica involontaria o illecita di dati, o la loro divulgazione a persone non autorizzate (art. 5 lett. h LPD). Portatile rubato, conteggio salariale inviato al destinatario sbagliato, ransomware: tutti casi. Si notifica solo la violazione a rischio verosimilmente elevato (art. 24 cpv. 1 LPD).

Come l'IFPDT valuta il rischio elevato

La guida dell'IFPDT (versione 1.2 del 23.4.2025) considera la sensibilità dei dati, natura e motivi dell'attacco, l'onere d'identificazione, quantità e durata, i danni economici e le persone vulnerabili. Copie di documenti d'identità e dati di carte di credito possono fondare un rischio elevato senza essere dati degni di particolare protezione. Dati efficacemente cifrati sono anonimi per i terzi: nessuna notifica. Con un ransomware occorre, secondo i casi, presumere un rischio elevato già alla prima analisi, senza attendere.

Cosa contiene la notifica

Elemento (art. 15 cpv. 1 OPDa)All'IFPDTAlle persone interessate (cpv. 3)
Tipo di violazionesìsì
Momento e durata, se possibilesìno
Categorie e numero approssimativo di dati, se possibilesìno
Categorie e numero approssimativo di persone, se possibilesìno
Conseguenze e rischi per le personesìsì
Misure adottate o previstesìsì
Nome e contatti di un interlocutoresìsì

Fonte: art. 15 OPDa (stato 1.12.2025).

La notifica passa dal modulo online dell'IFPDT (DataBreach), che rilascia una conferma scaricabile; le informazioni mancanti seguono quanto prima. Ogni violazione, anche non notificata, va documentata (fatti, effetti, misure) e la documentazione conservata almeno due anni dalla notifica (art. 15 cpv. 4 OPDa). Il Suo responsabile del trattamento Le segnala ogni violazione, a prescindere dal rischio (art. 24 cpv. 3 LPD). Informa le persone se la loro protezione lo richiede o se l'IFPDT lo esige. La notifica può essere usata in un procedimento penale contro chi l'ha fatta solo con il suo consenso (art. 24 LPD). Risposta dettagliata: Quando bisogna notificare all'IFPDT una violazione della sicurezza dei dati?

Diritto d'accesso e altri diritti delle persone interessate

Ogni persona può sapere se tratta dati che la riguardano. Indica almeno la Sua identità, i dati, lo scopo, la durata di conservazione, la provenienza, un'eventuale decisione automatizzata e la sua logica, e i destinatari (art. 25 cpv. 2 LPD). Se non tratta alcun dato, risponde comunque in modo negativo (FAQ IFPDT).

Termini e costi

La richiesta è scritta; identifica la persona con mezzi adeguati (art. 16 OPDa). Risponde entro 30 giorni dal ricevimento, o comunica in tale termine quando risponderà (art. 18 OPDa). L'accesso è gratuito (art. 25 cpv. 6 LPD). Con un onere sproporzionato è possibile una partecipazione di al massimo CHF 300; la persona ha dieci giorni per riflettere, poi decorrono i 30 giorni (art. 19 OPDa). Un rifiuto o una limitazione va motivato (art. 26 cpv. 4 LPD).

Consegna, rettifica, cancellazione

I dati forniti dalla persona e trattati in modo automatizzato le sono consegnati gratuitamente, su richiesta, in un formato elettronico usuale (art. 28 LPD). I dati inesatti vanno rettificati; davanti al giudice la persona può esigere la cancellazione o il divieto di un trattamento (art. 32 LPD).

Sanzioni e poteri dell'IFPDT

L'IFPDT apre un'inchiesta d'ufficio o su denuncia (art. 49 LPD). Può far adeguare, sospendere o cessare un trattamento, far cancellare dati ed esigere valutazione d'impatto, consultazione, notifica o informazioni (art. 51 LPD). Non pronuncia multe: lo fanno le autorità penali cantonali dopo una condanna (art. 65 LPD, FAQ IFPDT).

InfrazioneMulta massimaPerseguimentoBase legale
Informazione o accesso intenzionalmente inesatti, incompleti o omessiCHF 250 000a querelaart. 60 cpv. 1 LPD
Informazioni false all'IFPDT, rifiuto di collaborareCHF 250 000d'ufficioart. 60 cpv. 2 LPD
Trasferimento all'estero, affidamento o sicurezza dei dati illecitiCHF 250 000a querelaart. 61 LPD
Violazione dell'obbligo del segreto professionaleCHF 250 000a querelaart. 62 LPD
Inosservanza di una decisione dell'IFPDTCHF 250 000d'ufficioart. 63 LPD
Multa all'azienda invece che alla personaCHF 50 000se l'indagine è sproporzionataart. 64 cpv. 2 LPD

Fonte: LPD art. 60–66 (stato 7.7.2025).

È punibile solo l'intenzione. L'azione penale si prescrive in cinque anni (art. 66 LPD).

Esempi concreti

Persone e cifre fittizie; termini secondo LPD e OPDa.

CasoSituazioneRisultato
Fisioterapia, 18 collaboratorisalute, circa 2 400 pazientiregistro e regolamento; accesso entro il 5.3 o il 17.3.2026
Negozio online, 35 collaboratoriransomware, 12 000 schede clientinotifica immediata; documentazione almeno fino al 9.3.2028
Industria, 248 collaboratoririfiuto automatico di candidatiregistro dal 2027; IFPDT entro il 4.7 o il 4.8.2026

Esempio 1: Sara, Lugano, studio di fisioterapia, 18 collaboratori

Sara gestisce circa 2 400 cartelle di pazienti. Al 1.1.2026 impiega 18 persone, meno di 250. I dati sanitari sono degni di particolare protezione e 2 400 cartelle costituiscono un trattamento su vasta scala. Si applica l'eccezione dell'art. 24 lett. a OPDa: Sara deve tenere un registro. Le cartelle sono elettroniche, quindi le serve anche un regolamento sul trattamento (art. 5 OPDa).

Il 3.2.2026 un ex paziente chiede l'accesso. Senza partecipazione, il termine è di 30 giorni dal ricevimento: 5.3.2026 (art. 18 OPDa). Vuole però copie di dodici anni di cure, su carta e in due sistemi. Il 5.2.2026 Sara comunica una partecipazione di CHF 120, sotto il massimo di CHF 300. I dieci giorni di riflessione finiscono il 15.2.2026; poi decorrono i 30 giorni, risposta dovuta entro il 17.3.2026 (art. 19 cpv. 3 OPDa). Senza conferma, la richiesta è considerata ritirata.

Esempio 2: Marco, Bellinzona, negozio online, 35 collaboratori

Marco vende accessori per bici online. Il suo CRM è presso un fornitore statunitense certificato Swiss-US Data Privacy Framework, ammesso secondo l'allegato 1 OPDa. Il suo tool di newsletter statunitense non è certificato: Marco conclude clausole tipo (art. 16 cpv. 2 lett. d LPD).

Lunedì 9.3.2026 alle 7.30 un ransomware cifra il server. Sono toccate 12 000 schede clienti (indirizzi, ordini) e gli aggressori minacciano di pubblicarle. La guida dell'IFPDT impone di presumere un rischio elevato: Marco notifica lo stesso giorno su DataBreach tipo, momento, numero approssimativo di schede e persone, conseguenze, misure e un interlocutore (art. 15 OPDa). Conserva la documentazione almeno due anni, quindi almeno fino al 9.3.2028.

Omettere la notifica non sarebbe stato punibile (guida IFPDT, n. 1.8). Ignorare intenzionalmente i requisiti minimi di sicurezza, ad esempio lasciare aperte lacune critiche note (art. 3 cpv. 2 lett. f OPDa), lo è: multa fino a CHF 250 000 per lui personalmente (art. 61 lett. c LPD).

Esempio 3: Luca, Mendrisio, costruzione di macchine, 248 collaboratori

Al 1.1.2026 l'azienda di Luca conta 248 collaboratori, meno di 250, senza dati degni di particolare protezione su vasta scala né profilazione ad alto rischio: nessun registro nel 2026. A marzo assume 15 persone, totale 263. Conta solo il 1° gennaio; l'obbligo inizia il 1.1.2027 se l'effettivo è allora di almeno 250 (art. 24 OPDa).

Luca vuole un tool che valuti le candidature e rifiuti automaticamente sotto una soglia. È una decisione individuale automatizzata; un rifiuto non accoglie la richiesta, l'eccezione dell'art. 21 cpv. 3 lett. a LPD non si applica. Informa nell'annuncio di lavoro e offre un riesame da parte delle HR. Poiché il tool combina prestazioni e comportamento, esegue prima una valutazione d'impatto. Se resta un rischio elevato, consulta l'IFPDT il 4.5.2026: risposta al più tardi il 4.7.2026, o il 4.8.2026 se il trattamento è complesso (art. 23 cpv. 2 LPD). Con una consulente indipendente comunicata potrebbe farne a meno (art. 23 cpv. 4 LPD).

Casi particolari

Esattamente 250 collaboratori

L'ordinanza esenta solo chi impiega «meno di 250» collaboratori (art. 24 OPDa). Con esattamente 250 al 1° gennaio tiene un registro. Le FAQ dell'IFPDT parlano di «più di 250»; fa stato il testo dell'ordinanza.

Clienti aziendali invece di privati

La LPD non protegge i dati delle persone giuridiche (art. 1 LPD). Ma nome, e-mail e telefono del Suo interlocutore presso un cliente sono dati di una persona fisica: anche una PMI puramente B2B è coinvolta.

Trattamenti iniziati prima dell'1.9.2023

Protezione sin dalla progettazione, valutazione d'impatto e consultazione non si applicano ai trattamenti iniziati prima dell'entrata in vigore, se lo scopo è invariato e non si raccolgono nuovi dati (art. 69 LPD). Gli altri obblighi valgono subito.

Portatile perso con disco cifrato

Dati efficacemente cifrati restano illeggibili per chi trova l'apparecchio; l'IFPDT li considera anonimi, nessuna notifica (guida IFPDT). Dati solo pseudonimizzati restano dati personali. Documenti comunque l'incidente (art. 15 cpv. 4 OPDa).

Violazione presso il fornitore

Il responsabile del trattamento avvisa Lei, non l'IFPDT; Lei valuta il rischio e notifica (art. 24 cpv. 3 LPD). Esiga nel contratto un avviso senza indugio.

Azienda estera con clienti in Svizzera

Un titolare senza sede in Svizzera designa un rappresentante se vi offre beni o servizi e il trattamento è esteso, regolare e ad alto rischio; le condizioni sono cumulative (art. 14 LPD).

Consulente esterno

Uno studio legale o una società di consulenza può assumere la funzione (FAQ IFPDT), se è raggiungibile dalle persone interessate e dall'IFPDT e presenta all'occorrenza una procura (IFPDT). I criteri d'indipendenza valgono verso ogni mandante.

Cosa cambia per Lei

  1. Questa settimana: verifichi l'effettivo al 1.1.2026 e le due eccezioni dell'art. 24 OPDa.
  2. Entro un mese: elenchi i fornitori con accesso ai dati e il loro Paese; controlli l'allegato 1 e le certificazioni statunitensi.
  3. Entro un mese: completi l'informativa sulla privacy (Stati, garanzie, decisioni automatizzate).
  4. Entro tre mesi: fissi per iscritto diritti d'accesso, cifratura, backup e aggiornamenti (art. 3 OPDa).
  5. Subito: designi chi valuta e notifica una violazione su DataBreach e chi risponde alle richieste d'accesso entro 30 giorni.
  6. Prima di ogni nuovo tool: verifichi se serve una valutazione d'impatto, soprattutto per IA, videosorveglianza e selezione del personale.
  7. Ogni 1° gennaio: controlli effettivo, registro e conservazione dei verbali. Numezis riunisce clienti, personale e documenti con diritti d'accesso e cronologia delle modifiche, il che facilita registro e risposte d'accesso.

Checklist: la protezione dei dati nelle PMI in dieci passi

  1. Inventariare i dati. Clienti, fornitori, personale, candidati: scopo e luogo di conservazione (art. 6 LPD).
  2. Verificare il registro. Effettivo al 1° gennaio e due eccezioni (art. 24 OPDa); se del caso, registro secondo l'art. 12 LPD.
  3. Decidere sul consulente. Se prevede valutazioni d'impatto, nomini una persona indipendente, comunicata nel portale DPO (art. 10 cpv. 3 LPD).
  4. Controllare i responsabili del trattamento. Per ogni fornitore: contratto, prova di sicurezza, subappaltatori (art. 9 LPD, art. 7 OPDa).
  5. Chiarire i trasferimenti all'estero. Confrontare lo Stato con l'allegato 1, altrimenti clausole tipo (art. 16 LPD).
  6. Aggiornare l'informativa sulla privacy. Indicazioni obbligatorie, Stati, garanzie, decisioni automatizzate (art. 19 e 21 LPD).
  7. Fissare le misure di sicurezza. Diritti d'accesso, cifratura, backup, aggiornamenti, verbali (art. 3 OPDa).
  8. Valutazione d'impatto per i nuovi progetti. Prima di ogni trattamento ad alto rischio (art. 22 LPD).
  9. Gestire le violazioni. Segnalazione interna, rischio, notifica su DataBreach, documentazione per due anni (art. 15 OPDa).
  10. Accesso e cancellazione. Risposta tipo entro 30 giorni, cancellazione a scopo raggiunto (art. 18 OPDa, art. 6 cpv. 4 LPD).

Errori frequenti

  • Contare 72 ore. La LPD dice «quanto prima» (art. 24 LPD); tre giorni di indagini su un ransomware sono troppi, e l'IFPDT può ordinare la notifica (art. 51 cpv. 3 lett. f LPD).
  • Nominare consulente il direttore. La direzione è incompatibile secondo l'IFPDT; la dispensa cade e l'IFPDT può ordinare la consultazione (art. 51 cpv. 3 lett. e LPD).
  • Credere obbligatorio il consulente. I privati sono liberi (art. 10 LPD); investa piuttosto nella sicurezza, la cui violazione costa fino a CHF 250 000 (art. 61 lett. c LPD).
  • Tool statunitense senza certificazione né clausole. Una comunicazione intenzionalmente illecita costa fino a CHF 250 000 (art. 61 lett. a LPD).
  • Fornitore non verificato. Affidare dati senza verificarne la sicurezza espone a CHF 250 000 al massimo (art. 61 lett. b LPD).
  • Informazioni incomplete. Un'informazione intenzionalmente incompleta è punibile fino a CHF 250 000 (art. 60 cpv. 1 lett. a LPD); anche la risposta negativa è dovuta.
  • Credere che paghi l'azienda. È punita la persona responsabile; l'azienda solo per eccezione, fino a CHF 50 000 (art. 64 LPD).

Risposte dettagliate

Fonti

  1. Legge federale sulla protezione dei dati (LPD), RS 235.1, art. 1–33, 49–51, 60–66, 69, 74 — https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/2022/491/it (stato 7.7.2025).
  2. Ordinanza sulla protezione dei dati (OPDa), RS 235.11, art. 1–5, 7–24, allegato 1 — https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/2022/568/it (stato 1.12.2025).
  3. Codice delle obbligazioni (CO), RS 220, art. 958f — https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/27/317_321_377/it#art_958_f (stato 1.10.2026).
  4. IFPDT, Guida sulla notifica delle violazioni della sicurezza dei dati (art. 24 LPD), versione 1.2 — https://www.edoeb.admin.ch/dam/it/sd-web/T64CAUyvAMcF/1_2%20Leitfaden%20des%20ED%C3%96B%20betreffend%20die%20Meldung%20von%20Datensicherheitsverletzungen%20und%20Information%20der%20Betroffenen%20nach%20Art.%2024%20DSG_IT.pdf (23.4.2025).
  5. IFPDT, Consulenti per la protezione dei dati — https://www.edoeb.admin.ch/it/consulenti-per-la-protezione-dei-dati (2.11.2026).
  6. IFPDT, FAQ protezione dei dati — https://www.edoeb.admin.ch/it/faq-protezione-dei-dati (2.11.2026).
  7. IFPDT, portale di notifica DataBreach — https://www.edoeb.admin.ch/it/databreach-3 (2.11.2026).
  8. IFPDT, portali di notifica (DataBreach, portale DPO) — https://www.edoeb.admin.ch/it/portali-notifica (2.11.2026).
  9. SECO, Portale PMI, Protezione dei dati: cosa bisogna sapere — https://www.kmu.admin.ch/it/protezione-dei-dati-cosa-bisogna-sapere (2.11.2026).

Domande frequenti

Una PMI deve nominare un consulente per la protezione dei dati?

No. Secondo l'art. 10 cpv. 1 LPD, i titolari del trattamento privati possono nominare un consulente per la protezione dei dati; l'obbligo vale solo per gli organi federali. L'IFPDT conferma che per imprese, associazioni e PMI la nomina è facoltativa. Conviene se esegue valutazioni d'impatto: se la persona soddisfa le quattro condizioni dell'art. 10 cpv. 3 LPD ed è comunicata all'IFPDT, può rinunciare a consultare l'IFPDT anche con un rischio residuo elevato.

Quando è obbligatoria la valutazione d'impatto sulla protezione dei dati?

Quando un trattamento previsto può comportare un rischio elevato per la personalità o i diritti fondamentali delle persone interessate (art. 22 cpv. 1 LPD). La legge cita due esempi: il trattamento su vasta scala di dati degni di particolare protezione e la sorveglianza sistematica di vaste aree pubbliche. La valutazione è preventiva, descrive il trattamento, valuta i rischi e fissa le misure di protezione. Va conservata almeno due anni dopo la fine del trattamento (art. 14 OPDa).

Entro quando va notificata all'IFPDT una violazione dei dati?

Quanto prima, se la violazione della sicurezza dei dati comporta verosimilmente un rischio elevato per le persone interessate (art. 24 cpv. 1 LPD). La LPD non prevede un termine fisso di 72 ore; questo termine viene dal RGPD europeo. La notifica si fa tramite il portale DataBreach dell'IFPDT. La sua guida precisa che, in caso di ransomware, non si possono attendere lunghi accertamenti. Le informazioni mancanti si trasmettono in seguito (art. 15 cpv. 2 OPDa).

Un'azienda con meno di 250 collaboratori deve tenere il registro delle attività di trattamento?

Di regola no. Le imprese che al 1° gennaio di un anno impiegano meno di 250 collaboratori ne sono esentate (art. 24 OPDa). L'esenzione decade se tratta su vasta scala dati degni di particolare protezione, ad esempio dati sanitari in uno studio medico, o se esegue una profilazione ad alto rischio. Gli altri obblighi restano, in particolare informazione, accesso e sicurezza. Un registro semplice resta utile, perché facilita le risposte alle richieste d'accesso.

Cosa vale per una decisione individuale automatizzata?

Se una decisione si basa esclusivamente su un trattamento automatizzato e ha effetti giuridici per la persona o la pregiudica in modo considerevole, deve informarla (art. 21 cpv. 1 LPD). Su richiesta, la persona può esprimere il proprio parere ed esigere che la decisione sia riesaminata da una persona fisica. L'obbligo cade se la decisione è legata a un contratto e la richiesta viene accolta, o se la persona ha acconsentito esplicitamente. Un rifiuto automatico vi rientra.

Chi paga la multa in caso di violazione della LPD?

In primo luogo la persona fisica responsabile, non l'azienda. Le disposizioni penali prevedono multe fino a CHF 250 000 per i privati che agiscono intenzionalmente (art. 60–63 LPD). L'azienda stessa può essere condannata solo se entra in linea di conto una multa non superiore a CHF 50 000 e l'individuazione della persona responsabile sarebbe sproporzionata (art. 64 cpv. 2 LPD). I procedimenti spettano alle autorità penali cantonali; l'azione penale si prescrive in cinque anni.

Risposte revisionate su questo argomento, ognuna con le fonti ufficiali svizzere su cui si basa.

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