I regali offerti ai clienti comportano una correzione dell'IVA dedotta?
Sì, se i beni o i servizi sono destinati gratuitamente senza motivo imprenditoriale, la deduzione dell’imposta precedente deve essere corretta e l’imposta precedente dedotta dev’essere restituita. Per i regali sino a 500 franchi per persona e anno, nonché per i regali pubblicitari e i campioni di merci volti a realizzare operazioni imponibili o esenti dall’imposta, il motivo imprenditoriale è presunto.
La Legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto (Legge sull'IVA, LIVA) prevede una correzione della deduzione dell’imposta precedente quando i presupposti per tale deduzione vengono successivamente a cadere. In questo caso vi è consumo proprio, la correzione deve avvenire nel momento in cui i presupposti sono venuti a cadere e l’imposta precedente dedotta, comprese le relative quote corrette a titolo di sgravio fiscale successivo, dev’essere restituita. Tra i casi di consumo proprio rientra il prelievo di beni o prestazioni di servizi dall’impresa quando, al momento dell’acquisto o del conferimento, era stata effettuata la deduzione dell’imposta precedente oppure i beni o servizi erano stati ottenuti nell’ambito della procedura di notifica.[1]
Per i regali ai clienti, la LIVA considera consumo proprio il fatto di destinare beni o prestazioni di servizi a uno scopo gratuito senza che sia dato un motivo imprenditoriale. La stessa legge stabilisce però che il motivo imprenditoriale è presunto per regali sino a 500 franchi per persona e anno, nonché per regali pubblicitari e campioni di merci volti a realizzare operazioni imponibili o esenti dall’imposta. Occorre quindi verificare, per ciascun regalo, se ricorre questa presunzione e se il bene o la prestazione di servizi era stato oggetto di deduzione dell’imposta precedente al momento dell’acquisto o del conferimento. Se i presupposti della deduzione vengono meno, la correzione segue la disciplina del consumo proprio.[1]
Quando il bene o la prestazione di servizi sono stati utilizzati per un certo periodo prima che i presupposti della deduzione vengano meno, la correzione deve essere effettuata in funzione del valore attuale. Per calcolare il valore attuale, l’importo dell’imposta precedente è ridotto linearmente, per i beni mobili e per le prestazioni di servizi, di un quinto per ogni anno trascorso e, per i beni immobili, di un ventesimo per ogni anno trascorso. Se invece un bene è utilizzato solo temporaneamente al di fuori dell’attività imprenditoriale o per un’attività imprenditoriale che non dà diritto alla deduzione dell’imposta precedente, la correzione deve essere calcolata in funzione dell’ammontare dell’imposta che graverebbe una locazione fatturata a un terzo indipendente.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]