Ci si può iscrivere volontariamente all'IVA con una cifra d'affari sotto la soglia?
Sì. La Legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto (Legge sull’IVA, LIVA) prevede che chi esercita un’impresa ed è esentato dall’assoggettamento in virtù delle regole indicate dalla LIVA ha il diritto di rinunciare a tale esenzione. La rinuncia deve essere mantenuta durante almeno un periodo fiscale.
La Legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto (Legge sull’IVA, LIVA) stabilisce che chiunque esercita un’impresa e beneficia dell’esenzione dall’assoggettamento prevista per i casi richiamati dalla LIVA ha il diritto di rinunciare a tale esenzione. In pratica, la legge ammette quindi un assoggettamento volontario all’IVA anche quando opera un’esenzione dall’assoggettamento. La regola vale per chi esercita un’impresa e si trova in una situazione di esenzione contemplata dalla LIVA; occorre quindi verificare anzitutto se l’attività rientra in una di queste ipotesi di esenzione dall’assoggettamento.[1]
La LIVA prevede inoltre una condizione di durata: la rinuncia all’esenzione dall’assoggettamento dev’essere mantenuta durante almeno un periodo fiscale. Non si tratta quindi di una scelta liberamente revocabile in qualsiasi momento nel corso di tale periodo minimo. Prima di procedere, va verificato se l’esenzione di cui si beneficia dipende effettivamente dai casi indicati dalla LIVA e quale sia il periodo fiscale applicabile, perché la rinuncia produce effetti nell’ambito di questa durata minima prevista dalla legge.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]