Come si corregge l'IVA quando un cliente ottiene uno sconto o non paga la fattura?
La legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto (Legge sull'IVA, LIVA) prevede che, se la controprestazione pagata o convenuta con il destinatario della prestazione viene corretta, il debito fiscale deve essere adeguato nel momento in cui la correzione è contabilizzata oppure la controprestazione corretta è incassata. Se viene corretta la controprestazione versata dal contribuente, deve essere adeguata la deduzione dell’imposta precedente quando la correzione è contabilizzata oppure la controprestazione corretta è versata.
La legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto (Legge sull'IVA, LIVA) stabilisce che, quando la controprestazione pagata dal destinatario della prestazione o convenuta con lui viene corretta, occorre adeguare il debito fiscale. La regola si applica quindi quando il corrispettivo originario cambia successivamente, per esempio perché viene ridotto rispetto a quanto pattuito o rispetto a quanto effettivamente pagato. L’adeguamento non è fissato liberamente: avviene nel momento in cui la correzione è contabilizzata oppure quando la controprestazione corretta è incassata. Per applicare correttamente la regola, va quindi verificato se vi è una correzione della controprestazione e in quale momento essa è stata registrata in contabilità o incassata nella misura corretta.[1]
La LIVA disciplina anche il caso speculare sul lato dell’acquisto. Se la controprestazione versata dal contribuente viene corretta, occorre adeguare la deduzione dell’imposta precedente. Anche qui il momento determinante è quello in cui la correzione è contabilizzata oppure la controprestazione corretta è versata. In pratica, la verifica riguarda il fatto che il corrispettivo inizialmente versato sia stato successivamente modificato e che tale modifica risulti contabilizzata o pagata nell’importo corretto. La legge collega quindi la correzione dell’IVA a una modifica della controprestazione e al relativo momento contabile o di pagamento, sia per il debito fiscale sia per la deduzione dell’imposta precedente.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]