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Quali beni e prestazioni beneficiano dell'aliquota IVA ridotta?

L’aliquota IVA ridotta è del 2,6 per cento e si applica a categorie specifiche di beni e prestazioni elencate dalla LIVA, tra cui acqua trasportata in condotte, molte derrate alimentari, medicinali, determinati stampati e libri elettronici senza carattere pubblicitario, alcune prestazioni di radio e televisione, talune prestazioni già menzionate altrove nella legge e specifiche prestazioni nel settore agricolo. Per la ristorazione valgono regole particolari.

L’aliquota ridotta del 2,6 per cento si applica alla fornitura di beni espressamente elencati. Rientrano, tra gli altri, acqua trasportata in condotte; derrate alimentari secondo la legge sulle derrate alimentari, tranne le bevande alcoliche; bestiame, pollame e pesci; cereali; sementi, bulbi e cipolle da trapianto, piante vive, talee, innesti, fiori recisi e rami, anche in arrangiamenti, mazzi, corone e simili; alimenti e strame per animali, acidi per l’insilamento; concimi, prodotti fitosanitari, materiali di pacciamatura e altri materiali vegetali di copertura; medicinali; giornali, riviste, libri e altri stampati senza carattere pubblicitario, del genere definito dal Consiglio federale; prodotti per l’igiene mestruale. Anche giornali, riviste e libri elettronici senza carattere pubblicitario rientrano nell’aliquota ridotta, nei limiti del genere definito dal Consiglio federale.[1]

L’aliquota ridotta si applica anche a determinate prestazioni di servizi. Sono comprese le prestazioni di servizi delle società di radio e televisione, tranne quelle aventi carattere commerciale; le prestazioni menzionate nell’articolo 21 capoverso 2 numeri 14–16; e le prestazioni nel settore dell’agricoltura consistenti nella lavorazione diretta del suolo in relazione con la produzione naturale o nella lavorazione dei prodotti del suolo adibito alla produzione naturale. Per alcune categorie la legge rinvia a definizioni di dettaglio del Consiglio federale; prima di qualificare una fornitura o una prestazione occorre quindi verificare se il bene o il servizio rientra esattamente nella categoria legale e nelle precisazioni adottate dal Consiglio federale. Per le prestazioni menzionate nell’articolo 21 capoverso 2 numeri 14–16, se serve una valutazione completa, va controllata anche quella disposizione.[1]

Per le derrate alimentari occorre distinguere con attenzione. Se sono offerte nell’ambito di prestazioni della ristorazione, si applica l’aliquota normale. È considerata prestazione della ristorazione la somministrazione di derrate alimentari quando il contribuente le prepara o le serve direttamente presso il cliente oppure tiene a disposizione impianti particolari per il consumo sul posto. Se invece le derrate alimentari, ad eccezione delle bevande alcoliche, sono destinate a essere asportate o consegnate, si applica l’aliquota ridotta, purché siano stati adottati provvedimenti organizzativi adeguati per delimitare queste prestazioni da quelle della ristorazione; in mancanza di tale delimitazione si applica l’aliquota normale. Anche per le derrate alimentari offerte in distributori automatici, ad eccezione delle bevande alcoliche, si applica l’aliquota ridotta. Inoltre, per taluni fiori e piante la legge richiede una fattura separata se la fornitura è combinata con una prestazione imponibile con l’aliquota normale.[1]

Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]

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