Quando vanno pagati l’ultimo salario e gli altri importi alla fine del rapporto di lavoro?
Con la fine del rapporto di lavoro, tutti i crediti che ne derivano diventano esigibili. Per taluni crediti di provvigione l’esigibilità può essere differita con accordo scritto entro i limiti indicati dalla legge; il diritto a una partecipazione al risultato dell’esercizio è esigibile conformemente all’articolo 323 capoverso 3.
Il Codice delle obbligazioni stabilisce che, con la fine del rapporto di lavoro, tutti i crediti che ne derivano diventano esigibili. Questo riguarda quindi l’ultimo salario e gli altri importi dovuti in dipendenza del rapporto di lavoro, nella misura in cui si tratti di crediti che ne derivano. Alla cessazione del rapporto occorre quindi verificare quali importi sono maturati e dovuti in quel momento, perché la legge li rende esigibili con la fine del rapporto stesso.[1]
Per i crediti di provvigione in affari che saranno eseguiti interamente o parzialmente dopo la fine del rapporto di lavoro, l’esigibilità può essere differita per accordo scritto, ma di regola non più di sei mesi. Il differimento non può superare un anno negli affari con prestazioni successive e due anni nei contratti di assicurazione e negli affari la cui esecuzione si estende su più di mezzo anno. Il diritto ad una partecipazione al risultato dell’esercizio è esigibile conformemente all’articolo 323 capoverso 3. In pratica, occorre quindi controllare se esiste un accordo scritto sul differimento delle provvigioni e se il credito riguarda una partecipazione al risultato dell’esercizio.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]