Cosa deve pagare il datore di lavoro se il licenziamento immediato è ingiustificato?
Se il licenziamento immediato avviene senza una causa grave, il lavoratore ha diritto a quanto avrebbe guadagnato fino alla scadenza del termine di disdetta o fino al decorso della durata determinata dal contratto. Da questo importo si deducono i risparmi dovuti alla cessazione e quanto il lavoratore ha guadagnato altrove o ha omesso intenzionalmente di guadagnare; inoltre il giudice può accordare un’indennità fino all’equivalente di sei mesi di salario.
Se il lavoratore è licenziato immediatamente senza una causa grave, il datore di lavoro deve in primo luogo corrispondere quanto il lavoratore avrebbe guadagnato se il rapporto di lavoro fosse terminato alla scadenza del termine di disdetta. Se invece il contratto aveva una durata determinata, il riferimento è quanto sarebbe stato guadagnato fino al decorso di quella durata. La regola riguarda quindi il guadagno che sarebbe maturato se il rapporto non fosse stato interrotto con effetto immediato in assenza di causa grave.[1]
L’importo non è però dovuto integralmente in ogni caso. Il lavoratore deve lasciar dedurre quanto ha risparmiato grazie alla cessazione del rapporto di lavoro. Devono inoltre essere dedotti gli importi guadagnati con altro lavoro e anche quanto il lavoratore ha omesso intenzionalmente di guadagnare. Per applicare correttamente la regola occorre quindi verificare almeno tre elementi: il guadagno che sarebbe spettato fino alla fine ordinaria del rapporto, i risparmi derivanti dalla cessazione e gli eventuali guadagni sostitutivi o intenzionalmente non conseguiti.[1]
Oltre a queste somme, il giudice può obbligare il datore di lavoro a versare un’indennità ulteriore. Questa indennità è fissata secondo il libero apprezzamento del giudice, tenendo conto di tutte le circostanze. La legge pone però un limite massimo preciso: l’indennità non può superare l’equivalente di sei mesi di salario del lavoratore. Si tratta quindi di una prestazione eventuale, non automatica, che dipende dalla valutazione giudiziale del caso concreto entro quel tetto massimo.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni successiva modifica.[1]