Un dipendente può lavorare per un concorrente durante il rapporto di lavoro?
In linea di principio no, se il lavoro rimunerato per un terzo lede il dovere di fedeltà verso il datore di lavoro, in particolare facendogli concorrenza. Inoltre, durante il rapporto di lavoro non si possono utilizzare né rivelare fatti confidenziali conosciuti al servizio del datore di lavoro.
Il testo citato collega la risposta al dovere di fedeltà del lavoratore. Durante il rapporto di lavoro, il lavoratore deve salvaguardare con fedeltà gli interessi legittimi del datore di lavoro. Per questo motivo, non può eseguire lavoro rimunerato per conto di un terzo nella misura in cui tale attività leda quel dovere, segnatamente facendogli concorrenza. Quindi non risulta un divieto formulato in modo assoluto per qualsiasi attività presso terzi: il punto decisivo, secondo il testo, è se il lavoro per il terzo pregiudichi la fedeltà dovuta al datore di lavoro e in particolare se si traduca in concorrenza verso di lui.[1]
Il medesimo testo aggiunge una protezione specifica per le informazioni confidenziali. Durante il rapporto di lavoro, il lavoratore non può utilizzare né rivelare fatti di natura confidenziale, segnatamente i segreti di fabbricazione e di affari, di cui ha avuto conoscenza al servizio del datore di lavoro. Questo rafforza la cautela quando l'attività presso un concorrente potrebbe comportare uso o comunicazione di informazioni apprese nel lavoro principale. Come verifica prudente, occorre quindi controllare il contenuto attuale della disposizione e valutare se l'attività per il terzo comporti concorrenza o coinvolga fatti confidenziali conosciuti al servizio del datore di lavoro.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]