Quali aziende devono svolgere un’analisi della parità salariale?
Devono svolgerla i datori di lavoro che all’inizio dell’anno impiegano 100 o più lavoratori. Nel conteggio non si includono i tirocinanti. L’analisi va eseguita per l’anno in questione e, in linea di principio, ripetuta ogni quattro anni, salvo i casi in cui la legge libera dall’obbligo di ripetizione.
L’obbligo riguarda i datori di lavoro che all’inizio dell’anno impiegano 100 o più lavoratori. La verifica quindi non dipende da una media sull’intero anno, ma dal numero di lavoratori presente all’inizio dell’anno. Per stabilire se la soglia è raggiunta, i tirocinanti non sono computati nel conteggio dei lavoratori. Se la soglia è raggiunta, l’analisi della parità salariale deve essere eseguita all’interno dell’azienda per l’anno in questione.[1]
Quanto alla periodicità, l’analisi della parità salariale è ripetuta ogni quattro anni. Se in tale periodo il numero dei lavoratori scende al di sotto di 100, l’analisi è ripetuta soltanto una volta raggiunto nuovamente il numero di 100 lavoratori. Inoltre, se l’analisi mostra che la parità salariale è rispettata, il datore di lavoro è liberato dall’obbligo di ripetere l’analisi. In pratica, conviene quindi verificare separatamente tre elementi: il numero di lavoratori all’inizio dell’anno, l’esclusione dei tirocinanti dal conteggio e l’eventuale esito di una precedente analisi ai fini della ripetizione.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni successiva modifica.[1]