Cosa contiene il precetto esecutivo e quali termini concede al debitore?
Il precetto esecutivo è redatto dall’ufficio dopo la domanda d’esecuzione e deve contenere le indicazioni della domanda, l’ingiunzione di pagare il credito e le spese d’esecuzione entro venti giorni oppure di fornire garanzie se l’esecuzione ha questo scopo, l’avvertimento sul diritto di fare opposizione entro dieci giorni dalla notificazione e la comminatoria che, in mancanza di adempimento o opposizione, l’esecuzione seguirà il suo corso.
Secondo il testo citato, ricevuta la domanda d’esecuzione l’ufficio stende il precetto esecutivo. Il contenuto minimo è indicato in modo preciso: deve riportare le indicazioni della domanda d’esecuzione; deve ingiungere al debitore di pagare al creditore, entro venti giorni, il credito e le spese d’esecuzione oppure, se l’esecuzione ha per scopo la prestazione di garanzie, di fornirle; deve inoltre avvertire che, se il credito o il diritto del creditore di procedere in via esecutiva sono contestati in tutto o in parte, occorre dichiararlo all’ufficio facendo opposizione; infine deve contenere la comminatoria sulle conseguenze della mancata reazione al precetto.[1]
I termini concessi dal precetto sono quindi due e hanno funzioni diverse. Il termine di venti giorni riguarda l’adempimento: pagare il credito e le spese d’esecuzione, oppure fornire garanzie quando l’esecuzione mira a questo. Il termine di dieci giorni riguarda invece l’opposizione e decorre dalla notificazione del precetto: entro questo termine va dichiarato all’ufficio che il credito è contestato, in tutto o in parte, oppure che è contestato il diritto del creditore di procedere per esso in via esecutiva. Se il debitore non ottempera al precetto e non fa opposizione, il testo prevede che l’esecuzione seguirà il suo corso. Per verificare correttamente il contenuto del singolo atto, conviene controllare che questi elementi e questi termini risultino effettivamente dalla notificazione ricevuta.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]