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Un dipendente pagato a ore ha un vero contratto di lavoro?

Sì. Il Codice delle obbligazioni considera contratto individuale di lavoro sia il rapporto in cui il salario è stabilito a tempo o a cottimo, sia anche il lavoro regolare per ore, mezze giornate o giornate come lavoro a tempo parziale.

Il contratto individuale di lavoro esiste quando il lavoratore si obbliga a lavorare al servizio del datore di lavoro per un tempo determinato o indeterminato e il datore di lavoro si obbliga a pagare un salario stabilito a tempo o a cottimo. La legge qualifica quindi come contratto di lavoro un rapporto con prestazione lavorativa subordinata e obbligo di salario, senza richiedere che la retribuzione sia mensile: il salario può essere stabilito a tempo oppure a cottimo.[1]

La legge aggiunge espressamente che è considerato contratto individuale di lavoro anche il contratto con il quale un lavoratore si obbliga a lavorare regolarmente al servizio del datore di lavoro per ore, mezze giornate o giornate. Questo caso è definito lavoro a tempo parziale. Di conseguenza, un impiego pagato a ore può essere un vero contratto di lavoro quando vi è un impegno a lavorare regolarmente al servizio del datore di lavoro. Per verificare la qualificazione del rapporto, occorre controllare se vi è questa regolarità della prestazione e se il datore di lavoro paga il salario per il lavoro svolto.[1]

Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]

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