Un’assicurazione perdita di guadagno malattia può sostituire il salario pagato dal datore?
Sì, ma non automaticamente. In caso di malattia il datore di lavoro deve in linea di principio continuare a pagare il salario per un tempo limitato se il rapporto di lavoro è durato o è stato stipulato per più di tre mesi. Questa disciplina può però essere derogata con un accordo scritto, un contratto normale o un contratto collettivo che preveda un ordinamento almeno equivalente per il lavoratore.
La regola di base è che, se il lavoratore è impedito senza sua colpa di lavorare per motivi inerenti alla sua persona, come la malattia, il datore di lavoro deve pagare il salario per un tempo limitato. Questa protezione comprende anche una adeguata indennità per perdita del salario in natura. La condizione indicata dalla legge è che il rapporto di lavoro sia durato o sia stato stipulato per più di tre mesi. Nel primo anno di servizio, se non è stato convenuto o stabilito diversamente un tempo più lungo, il salario deve essere pagato per almeno tre settimane; in seguito, per un tempo adeguatamente più lungo secondo la durata del rapporto di lavoro e le circostanze particolari.[1]
Un’assicurazione perdita di guadagno malattia può quindi prendere il posto del pagamento diretto del salario da parte del datore solo se esiste una deroga valida alla disciplina ordinaria. La legge ammette infatti una deroga mediante accordo scritto, contratto normale o contratto collettivo, ma soltanto se tale disciplina alternativa sancisce un ordinamento almeno equivalente per il lavoratore. Per verificare se la sostituzione è ammessa, occorre quindi controllare quale base si applica concretamente al rapporto di lavoro e se la soluzione prevista raggiunge almeno un livello equivalente di protezione rispetto alla continuazione del salario prevista dalla legge.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni successiva modifica.[1]