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Che cosa deve pagare il datore di lavoro quando un dipendente muore?

Con la morte del lavoratore, il rapporto di lavoro si estingue. Tuttavia, il datore di lavoro deve pagare il salario per un altro mese dal giorno della morte e, se il rapporto di lavoro è durato più di cinque anni, per due altri mesi, quando il lavoratore lascia le persone indicate dalla legge.

Con la morte del lavoratore, il rapporto di lavoro si estingue. La legge prevede però un obbligo di pagamento a carico del datore di lavoro: deve pagare il salario per un altro mese a contare dal giorno della morte. Se il rapporto di lavoro è durato più di cinque anni, il datore di lavoro deve pagare il salario per due altri mesi. Occorre quindi verificare la durata del rapporto di lavoro e calcolare il periodo di salario dovuto a partire dal giorno della morte.[1]

Questo pagamento è previsto sempreché il lavoratore lasci il coniuge, il partner registrato o figli minorenni oppure, in mancanza di questi eredi, altre persone verso le quali egli adempiva un obbligo di assistenza. Per applicare correttamente la regola, occorre verificare se esistono tali persone e in quale categoria rientrano secondo la sequenza indicata dalla legge. Il pagamento riguarda il salario dovuto per il periodo stabilito dalla legge dopo la morte del lavoratore.[1]

Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]

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