I rimborsi spese professionali sono soggetti ai contributi AVS?
In linea di principio, no: le indennità per spese generali non rientrano nel salario determinante. Però non sono considerate spese generali le indennità periodiche per gli spostamenti dal domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro abituale; queste rientrano di norma nel salario determinante.
Secondo il testo citato, sono spese generali quelle cui il salariato deve far fronte nell’ambito della propria attività. Per queste spese, la regola è chiara: le indennità per spese generali non rientrano nel salario determinante. In pratica, se un rimborso serve a coprire costi che il salariato sostiene nello svolgimento dell’attività, il punto da verificare è proprio se si tratti davvero di «spese generali» nel senso della disposizione. Se sì, il rimborso non entra, secondo questa norma, nel salario determinante ai fini AVS.[1]
La stessa disposizione pone però un limite importante. Non fanno parte delle spese generali le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro abituale. Il testo aggiunge che tali indennità rientrano di norma nel salario determinante. Quindi non basta che un importo sia chiamato «rimborso spese professionali»: occorre controllare la natura concreta della spesa e, in particolare, distinguere tra spese legate all’attività e indennità periodiche per tragitto casa-lavoro o pasti usuali, che la norma tratta diversamente.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]