Quali fatture si prescrivono già dopo cinque anni?
Secondo il testo citato, si prescrivono col decorso di cinque anni le azioni relative a alcune pretese tipiche: mercedi di pigioni, noli ed affitti, interessi di capitali ed altre prestazioni periodiche; somministrazioni di viveri, pensioni vittuarie e debiti di osteria; inoltre lavori d’artigiani, vendita di merce al minuto, cura medica, funzioni d’avvocato, procuratore e notaio, e rapporti di lavoro di lavoratori.
Il testo legale citato non parla in generale di tutte le “fatture”, ma di specifiche azioni che si prescrivono col decorso di cinque anni. Rientrano in questo gruppo: le mercedi di pigioni, noli ed affitti, gli interessi di capitali e le altre prestazioni periodiche. Sono inoltre menzionate le somministrazioni di viveri, le pensioni vittuarie e i debiti di osteria. Questo significa che, per capire se una fattura rientra davvero nel termine di cinque anni, occorre verificare se la pretesa corrisponde a una di queste categorie nominate dal testo.[1]
Il medesimo articolo include anche i lavori d’artigiani, la vendita di merce al minuto, la cura medica, le funzioni d’avvocato, procuratore e notaio, nonché i rapporti di lavoro di lavoratori. In pratica, una fattura può quindi essere soggetta alla prescrizione di cinque anni se deriva da uno di questi rapporti o servizi espressamente elencati. Conviene controllare con attenzione la natura concreta della prestazione fatturata e non fermarsi al solo nome del documento: ciò che conta, secondo il testo citato, è il tipo di credito o di azione indicato dalla legge.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]