Un cliente può compensare la nostra fattura con un suo credito nei nostri confronti?
Sì, in linea di principio la compensazione è possibile se le due parti sono debitrici l’una verso l’altra di somme di denaro o di altre prestazioni della stessa specie e se entrambi i crediti sono scaduti. Il debitore può inoltre opporre la compensazione anche se il suo credito è contestato; un credito prescritto può valere in compensazione solo nelle condizioni indicate dalla legge.
La compensazione presuppone anzitutto reciprocità tra le parti: ciascuna deve essere al tempo stesso creditrice e debitrice dell’altra. Inoltre, i due crediti devono riguardare somme di denaro oppure altre prestazioni della stessa specie. La legge richiede anche che i due crediti siano scaduti. Se queste condizioni sono adempiute, ciascuna parte può compensare il proprio debito con il proprio credito. In pratica, per una fattura, occorre quindi verificare se esiste davvero un controcredito verso la stessa controparte, se ha lo stesso oggetto richiesto dalla norma e se è già esigibile al momento in cui viene opposta la compensazione.[1]
La norma aggiunge che il debitore può opporre la compensazione anche quando il suo credito è contestato. Questo significa che la semplice contestazione del controcredito non esclude automaticamente la possibilità di far valere la compensazione. La disposizione prevede anche un caso particolare per i crediti prescritti: un credito prescritto può essere opposto in compensazione soltanto se non era ancora prescritto nel momento in cui poteva essere compensato con l’altro credito. Prima di accettare o respingere una compensazione, conviene quindi controllare in modo puntuale la scadenza dei due crediti e, se si invoca un credito prescritto, il momento in cui la compensazione sarebbe divenuta possibile.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni successiva modifica.[1]