Si può cedere una fattura non pagata a una società d'incasso senza il consenso del cliente?
In linea di principio sì: il creditore può cedere il proprio credito anche senza il consenso del debitore. Però questo vale solo se non vi osta la legge, la convenzione o la natura del rapporto giuridico. Per una fattura non pagata, quindi, occorre verificare prima se esiste un divieto legale o contrattuale oppure un limite legato al rapporto concreto.
Il testo citato prevede come regola generale che il creditore possa cedere ad altri il suo credito anche senza il consenso del debitore. Applicato a una fattura non pagata, questo significa che, in via di principio, il credito può essere trasferito anche a una società d'incasso senza chiedere prima l'assenso del cliente. La stessa disposizione, però, pone tre limiti espressi: la cessione non vale se vi osta la legge, la convenzione o la natura del rapporto giuridico. La risposta quindi non è un sì assoluto: prima di agire bisogna controllare se il contratto esclude la cessione, se una norma la impedisce oppure se il tipo di rapporto rende la cessione incompatibile con la sua natura.[1]
La disposizione aggiunge anche una regola specifica sulla proibizione contrattuale della cessione. Se un terzo ha acquistato il credito facendo affidamento su un riconoscimento scritto che non menziona tale proibizione, il debitore non può opporgli che la cessione era stata esclusa per contratto. In pratica, quando si vuole cedere una fattura, è prudente verificare la documentazione disponibile: contratto, condizioni pattuite e ogni eventuale riconoscimento scritto del credito. Questo controllo serve a capire se esiste davvero un ostacolo alla cessione e, se si invoca una clausola di divieto, se essa possa essere opposta nel caso concreto secondo il testo citato.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]