Quali pause deve concedere il datore di lavoro secondo la durata della giornata?
Secondo l’art. 15 LL, il lavoro giornaliero deve essere interrotto con pause minime di un quarto d’ora se dura più di cinque ore e mezzo, mezz’ora se dura più di sette ore e un’ora se dura più di nove ore. Le pause contano come lavoro se non è consentito lasciare il posto di lavoro.
La regola prevede pause minime in funzione della durata del lavoro giornaliero. Se il lavoro dura più di cinque ore e mezzo, deve esserci almeno un quarto d’ora di pausa. Se dura più di sette ore, la pausa minima è di mezz’ora. Se dura più di nove ore, la pausa minima è di un’ora. Occorre quindi verificare la durata effettiva della giornata di lavoro per individuare la soglia applicabile e assicurare che l’interruzione raggiunga almeno il minimo richiesto.[1]
La norma richiede che il lavoro giornaliero sia interrotto con pause. Inoltre, stabilisce quando la pausa deve essere considerata tempo di lavoro: ciò avviene quando al lavoratore non è consentito di lasciare il posto di lavoro. In pratica, oltre alla durata della pausa, va controllato anche se durante l’interruzione vi sia la possibilità di allontanarsi dal posto di lavoro, perché da questo dipende se la pausa conta come lavoro.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni successiva modifica.[1]