Cosa deve sapere una PMI svizzera sul riporto del pagamento dell’imposta sull’importazione secondo l’art. 117 OIVA?
In base all’art. 117 OIVA, chi vuole pagare l’imposta sull’importazione tramite la procedura di riporto necessita dell’autorizzazione dell’AFC. Se vi sono dubbi sul rispetto delle condizioni, l’UDSC riscuote l’imposta. La prescrizione del debito fiscale all’importazione riportato è retta dall’articolo 42 LIVA e l’esecuzione è disciplinata dall’AFC d’intesa con l’UDSC.
Per una PMI, il punto di partenza è che la procedura di riporto del pagamento dell’imposta sull’importazione non risulta automatica: chi intende pagare le imposte nell’ambito di questa procedura necessita dell’autorizzazione dell’AFC. In termini pratici, questo significa che prima di fare affidamento sul riporto occorre verificare se l’autorizzazione esiste effettivamente e se copre il caso operativo interessato. Il testo fornito non elenca qui le condizioni materiali per ottenere tale autorizzazione; quindi è prudente non presumere requisiti, limiti o passaggi ulteriori che non compaiono nell’articolo citato.[1]
L’art. 117 OIVA prevede anche una regola di cautela importante: se sussistono dubbi circa l’adempimento delle condizioni per il riporto dell’imposta sull’importazione, l’UDSC riscuote l’imposta. Per una PMI, la verifica operativa minima è quindi capire se la situazione documentale e procedurale lascia margini di dubbio; in presenza di dubbi, il testo indica che l’imposta viene riscossa dall’UDSC. Inoltre, la prescrizione del debito fiscale all’importazione riportato è retta dall’articolo 42 LIVA. L’articolo citato non riporta qui il contenuto di tale disciplina, quindi va controllato separatamente invece di dedurne termini o effetti non espressi nel materiale fornito.[1]
Sul piano dell’attuazione, l’art. 117 stabilisce che l’AFC disciplina l’esecuzione d’intesa con l’UDSC. Per una PMI questo segnala che, oltre alla regola di principio sull’autorizzazione e alla riscossione in caso di dubbi, gli aspetti esecutivi sono organizzati a livello amministrativo tra le due autorità. Un controllo prudente consiste quindi nel verificare non solo il testo dell’articolo, ma anche come l’esecuzione applicabile venga concretamente disciplinata dalle autorità competenti, senza però presumere procedure specifiche non contenute nell’estratto fornito.[1]
Nota finale: questa risposta si basa sullo snapshot Fedlex fornito come riferimento fissato. Prima di farvi affidamento, occorre verificare il testo vigente della disposizione e le eventuali modifiche successive.[1]