Cosa deve fare la direzione quando la società rischia l'insolvenza?
Quando vi è il rischio che la società diventi insolvente, il consiglio d’amministrazione deve sorvegliare la solvibilità, adottare misure che la garantiscano, prendere o proporre ulteriori provvedimenti di risanamento se necessari, presentare se necessario una domanda di moratoria concordataria e intervenire con la dovuta sollecitudine.
Il compito di base è la sorveglianza della solvibilità della società. Se emerge un rischio di insolvenza, il consiglio d’amministrazione non può limitarsi a constatare la situazione: deve adottare provvedimenti che garantiscano la solvibilità. La norma aggiunge che, nella misura del necessario, il consiglio d’amministrazione deve anche adottare altri provvedimenti di risanamento della società oppure proporli all’assemblea generale quando la competenza spetta a quest’ultima. Occorre quindi verificare sia l’esistenza del rischio di insolvenza, sia quali misure siano necessarie e quale organo sia competente ad approvarle o attuarle.[1]
La disposizione prevede inoltre un ulteriore passo quando occorre: se necessario, il consiglio d’amministrazione presenta una domanda di moratoria concordataria. Questo obbligo si inserisce nella stessa logica di tutela della solvibilità e di risanamento della società. La norma non autorizza attese ingiustificate: il consiglio d’amministrazione deve intervenire con la dovuta sollecitudine. In pratica, va quindi verificato senza ritardo se bastino misure interne per garantire la solvibilità, se servano ulteriori provvedimenti di risanamento, se sia necessario coinvolgere l’assemblea generale per decisioni di sua competenza e se ricorrano i presupposti per una domanda di moratoria concordataria.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni successiva modifica.[1]