Bisogna restituire gli assegni familiari percepiti indebitamente?
In linea di principio sì. Le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione però non deve essere chiesta se l’interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà. Esistono inoltre termini entro cui può essere richiesta la restituzione.
Per le prestazioni sociali riscosse senza averne diritto vale la regola generale della restituzione: le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. Questa regola si applica salvo l’eccezione espressa prevista dalla legge: la restituzione non deve essere chiesta se l’interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà. Occorre quindi verificare sia se vi sia stato un pagamento indebito, sia se siano adempiute entrambe queste condizioni eccezionali, perché la sola buona fede non basta se manca la situazione di gravi difficoltà.[1]
La possibilità di esigere la restituzione non è illimitata nel tempo. Il diritto di esigere la restituzione si estingue tre anni dopo che l’istituto d’assicurazione ha avuto conoscenza del fatto, ma al più tardi cinque anni dopo il versamento della prestazione. Se il credito deriva da un atto punibile per il quale il diritto penale prevede un termine di prescrizione più lungo, è determinante quel termine più lungo. In pratica, conviene controllare quando l’istituto ha avuto conoscenza del fatto e quando è avvenuto il versamento, perché la legge collega l’estinzione del diritto a entrambi questi momenti.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni successiva modifica.[1]