Il datore di lavoro è obbligato a trattenere i contributi AVS su ogni salario?
Sì. La legge federale sulla l'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) stabilisce che i datori di lavoro devono prelevare i contributi del dipendente su ogni salario ai sensi dell’articolo 5 capoverso 2. La LAVS impone inoltre verifiche d’identità e il regolamento periodico dei contributi con la cassa di compensazione.
La legge federale sulla l'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) prevede che i datori di lavoro devono prelevare i contributi del dipendente su ogni salario ai sensi dell’articolo 5 capoverso 2. La regola è formulata come un obbligo del datore di lavoro e riguarda il prelievo dei contributi del dipendente sul salario rientrante in quel riferimento legale. Per applicarla correttamente, occorre quindi verificare se la remunerazione versata costituisce salario ai sensi dell’articolo 5 capoverso 2 richiamato dalla LAVS.[1]
La LAVS attribuisce al datore di lavoro anche altri compiti collegati alla riscossione. Il datore di lavoro deve verificare, in base ai documenti ufficiali d’identità, le indicazioni date dai dipendenti nella domanda per ottenere il certificato di assicurazione. Inoltre è tenuto a regolare periodicamente, con la cassa di compensazione alla quale è affiliato, il conto dei contributi riscossi sui salari, dei contributi dovuti da lui stesso e delle rendite e degli assegni per grandi invalidi versati. Deve anche fornire le indicazioni necessarie per la tenuta dei conti individuali dei dipendenti. La LAVS prevede infine che il Consiglio federale può assegnare ai datori di lavoro altri compiti relativi alla riscossione dei contributi o al pagamento delle rendite.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]