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Un datore di lavoro è obbligato ad affiliarsi a una cassa pensione?

Sì, se occupa lavoratori da assicurare obbligatoriamente. In tal caso dev’essere affiliato a un istituto di previdenza iscritto nel registro della previdenza professionale. Se non è già affiliato, deve sceglierne uno d’intesa con il personale o con l’eventuale rappresentanza dei lavoratori; in difetto di intesa decide un arbitro neutrale. L’affiliazione ha effetto retroattivo.

L’obbligo non riguarda ogni datore di lavoro in modo indistinto: scatta quando occupa lavoratori da assicurare obbligatoriamente. In questa situazione, il datore di lavoro dev’essere affiliato a un istituto di previdenza iscritto nel registro della previdenza professionale. Se non è ancora affiliato, deve scegliere l’istituto d’intesa con il suo personale o con l’eventuale rappresentanza dei lavoratori. La stessa logica vale anche per lo scioglimento dell’affiliazione e per la riaffiliazione a un nuovo istituto di previdenza: anche questi passaggi avvengono d’intesa con il personale o con l’eventuale rappresentanza dei lavoratori. Se manca l’intesa nei casi previsti, la decisione è presa da un arbitro neutrale designato di comune accordo oppure, se manca anche questo accordo, dall’autorità di vigilanza.[1]

La norma prevede inoltre conseguenze precise se il datore di lavoro non adempie. La cassa di compensazione dell’AVS verifica se i datori di lavoro ad essa assoggettati sono affiliati a un istituto di previdenza registrato. Se l’obbligo non è stato rispettato, la cassa di compensazione dell’AVS ingiunge di affiliarsi entro due mesi a un istituto di previdenza registrato. Se il datore di lavoro non si conforma entro il termine impartito, viene annunciato all’istituto collettore per l’affiliazione con effetto retroattivo. Inoltre, l’istituto collettore e la cassa di compensazione dell’AVS conteggiano al datore di lavoro moroso le spese amministrative che ha causato. Prima di agire, occorre quindi verificare soprattutto se vi siano lavoratori da assicurare obbligatoriamente e se l’istituto scelto sia iscritto nel registro della previdenza professionale.[1]

Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]

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