Quali elementi della retribuzione fanno parte del salario soggetto all'AVS?
In base al testo citato, il salario determinante per i contributi AVS comprende in particolare molte componenti della retribuzione in denaro e in natura: salario base, supplementi, gratificazioni, commissioni, talune partecipazioni, mance rilevanti, prestazioni del datore di lavoro in caso di impedimento al lavoro e altre voci espressamente elencate. La verifica va fatta confrontando ogni voce con l’elenco legale e con le esclusioni richiamate nello stesso articolo.
Il testo legale indica che il salario determinante per il calcolo dei contributi comprende in particolare il salario a tempo, il salario a fattura (a cottimo) e a premi, comprese le indennità per le ore di lavoro supplementare, per il lavoro notturno e per le supplenze. Rientrano inoltre le indennità di residenza e di rincaro, le gratificazioni, i premi di fedeltà e di produzione, le provvigioni e le commissioni, le indennità di vacanza o per i giorni festivi e, in determinati casi, le mance quando costituiscono un elemento importante della retribuzione del lavoro. Sono comprese anche le prestazioni in natura regolari. Per capire se una voce salariale è soggetta all’AVS, il primo controllo prudente è verificare se corrisponde a una di queste categorie nominate espressamente.[1]
L’elenco comprende anche componenti meno immediate. Vi rientrano i vantaggi valutabili in denaro derivanti dalle partecipazioni di collaboratore; per il momento della riscossione dei contributi e per il valore, il testo rinvia alle disposizioni sull’imposta federale diretta. Sono pure menzionati i redditi degli accomandanti derivanti da un rapporto di servizio con la società in accomandita e le partecipazioni dei salariati agli utili, nella misura in cui tali proventi eccedono l’interesse di un capitale eventualmente investito. Per membri dell’amministrazione e organi direttivi di persone giuridiche, il testo include tantièmes, indennità fisse e gettoni di presenza. Una verifica cauta richiede quindi di guardare non solo al nome della voce, ma anche alla sua funzione economica e alle condizioni precise indicate dal testo.[1]
Il testo include inoltre varie prestazioni del datore di lavoro collegate all’attività o alla sua interruzione: prestazioni in caso di impedimento al lavoro dovuto a infortunio o malattia, nonché in caso di impedimento al lavoro dovuto a servizio ai sensi dell’articolo 1a della legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG) o genitorialità. Rientrano anche le prestazioni del datore di lavoro risultanti dall’assunzione del pagamento del contributo dovuto dal salariato all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità, all’ordinamento delle indennità di perdita di guadagno e all’assicurazione contro la disoccupazione come pure del pagamento delle imposte; il testo precisa però un’eccezione per l’assunzione del pagamento dei contributi dovuti dal salariato sui redditi in natura e sui salari globali. Inoltre, le prestazioni del datore di lavoro al termine del rapporto di lavoro sono comprese per quanto non siano escluse dal salario determinante conformemente agli articoli 8bis o 8ter. Se una voce sembra rientrare in queste aree, occorre controllare anche i rinvii e le esclusioni espressamente menzionati.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]