Una società d'incasso deve fatturare l'IVA sui suoi onorari di incasso?
Sì, se gli onorari riguardano il ricupero di crediti su ordine del creditore (operazioni d’incasso). La legge sull’imposta sul valore aggiunto qualifica queste operazioni come imponibili, anche se altre operazioni nel settore dei pagamenti e dei crediti pecuniari sono escluse dall’imposta.
La Legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto (LIVA) prevede che una prestazione esclusa dall’imposta non è imponibile se non si è optato per la sua imposizione. Nel settore del mercato monetario e dei capitali, sono escluse dall’imposta le operazioni relative ai pagamenti, alle girate, ai crediti pecuniari, agli assegni e ad altri effetti commerciali. La stessa disposizione stabilisce però che il ricupero di crediti su ordine del creditore, cioè le operazioni d’incasso, è imponibile. Per gli onorari di una società d’incasso conta quindi verificare se la prestazione resa consiste proprio nel ricupero di crediti per conto del creditore.[1]
Per applicare correttamente la regola, occorre distinguere tra operazioni finanziarie escluse dall’imposta e attività d’incasso imponibili. La LIVA colloca entrambe nello stesso ambito materiale, ma tratta in modo diverso il ricupero di crediti su ordine del creditore. Se la società presta un servizio d’incasso e fattura un onorario per tale attività, la legge lo considera imponibile. Se invece si tratta di un’altra operazione del settore dei pagamenti o dei crediti pecuniari contemplata tra le prestazioni escluse, vale il regime delle prestazioni escluse dall’imposta, salvo opzione per l’imposizione secondo l’articolo 22 LIVA. Nella pratica va quindi verificata la natura concreta della prestazione fatturata e se l’onorario remunera un’attività d’incasso svolta per il creditore.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]