Come si converte in franchi una fattura in euro per calcolare l'IVA?
Per calcolare l’IVA dovuta, una fattura in euro va convertita in valuta svizzera al momento della nascita del credito fiscale. Se la fattura o la ricevuta è emessa in euro, si tratta di una controprestazione in valuta estera; la conversione si fa con il tasso pubblicato dall’AFC, scegliendo tra corso medio mensile e corso del giorno per la vendita delle divise, e il metodo scelto va mantenuto almeno per un periodo fiscale.
Per l’IVA, la regola di base è che le controprestazioni in valuta estera devono essere convertite in valuta svizzera al momento della nascita del credito fiscale. Una fattura in euro rientra in questa situazione quando la fattura o la ricevuta è emessa in euro. Se invece non è emessa una fattura o una ricevuta, conta la valuta in cui l’operazione è contabilizzata presso il fornitore della prestazione. Il testo precisa anche che è irrilevante la valuta in cui il pagamento è effettuato o in cui è dato il resto: quindi, per questa conversione, non decide la moneta usata per pagare, ma quella della fattura, della ricevuta o, in mancanza, della contabilizzazione.[1]
Quanto al tasso da usare, la conversione avviene al tasso di cambio pubblicato dall’AFC. Il testo consente di scegliere tra il corso medio mensile e il corso del giorno per la vendita delle divise. Per i contribuenti che fanno parte di un gruppo, è inoltre possibile basarsi sul corso del gruppo; questo corso si applica sia alle prestazioni infragruppo sia nei rapporti con terzi. Il metodo scelto non può essere cambiato liberamente operazione per operazione: deve essere applicato almeno per un periodo fiscale. Come verifica prudente, conviene quindi controllare quale metodo è stato adottato e mantenerlo in modo coerente per il periodo fiscale interessato.[1]
Il testo disciplina anche il caso in cui l’AFC non pubblichi alcun corso per una determinata valuta estera: in tal caso si applica il corso del giorno per la vendita delle divise pubblicato da una banca situata sul territorio svizzero. Per una fattura in euro, il primo controllo pratico resta comunque verificare il tasso pubblicato dall’AFC e applicare il metodo già scelto in modo uniforme, sempre con riferimento al momento della nascita del credito fiscale.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]