Come si fa a far cancellare un attestato di carenza di beni dopo aver pagato il debito?
La Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) prevede che il debitore può sempre estinguere il debito versandone l’ammontare all’ufficio d’esecuzione che ha rilasciato l’attestato di carenza di beni. Dopo il pagamento dell’intero debito, l’iscrizione dell’attestato di carenza di beni è cancellata dal registro; della cancellazione viene dato atto al debitore che lo richieda.
La Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) stabilisce che il debitore può sempre estinguere il debito versandone l’ammontare all’ufficio d’esecuzione che ha rilasciato l’attestato di carenza di beni. L’ufficio consegna poi l’importo al creditore oppure, secondo il caso, lo deposita presso la cassa dei depositi. Per ottenere la cancellazione dal registro, la legge collega l’effetto al pagamento dell’intero debito: dopo questo pagamento, l’iscrizione dell’attestato di carenza di beni è cancellata dal registro.[1]
Sul piano pratico, la verifica decisiva è che il versamento sia fatto all’ufficio d’esecuzione che ha rilasciato l’attestato e che riguardi l’intero debito. Una volta avvenuto il pagamento integrale, la LEF prevede la cancellazione dell’iscrizione dal registro. La stessa norma aggiunge che della cancellazione viene dato atto al debitore che lo richieda: conviene quindi chiedere all’ufficio un’attestazione della cancellazione, così da avere un riscontro formale dell’avvenuta eliminazione dell’iscrizione.[1]
La LEF prevede inoltre che il credito accertato mediante attestato di carenza di beni si prescrive in venti anni dal rilascio dell’attestato; nei confronti degli eredi del debitore, il credito si prescrive al più tardi un anno dal giorno dell’apertura della successione. Questa regola riguarda la durata del credito accertato dall’attestato e resta distinta dalla cancellazione dell’iscrizione, che la legge ricollega al pagamento dell’intero debito.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]