A quale data si determina il capitale proprio imponibile di una società?
Il capitale proprio imponibile si determina in base al suo stato alla fine del periodo fiscale. Poiché il periodo fiscale corrisponde all’esercizio commerciale, la data rilevante è la fine di tale esercizio; se i conti sono in moneta estera, la conversione in franchi avviene con il corso delle divise (vendita) alla fine del periodo fiscale.
La regola indicata è diretta: «Il capitale proprio imponibile si determina in base al suo stato alla fine del periodo fiscale». Per stabilire la data rilevante, occorre quindi individuare quando termina il periodo fiscale della società. La stessa disposizione precisa che «Il periodo fiscale corrisponde all’esercizio commerciale». In pratica, il riferimento non è un momento scelto liberamente durante l’anno, ma la chiusura dell’esercizio commerciale che vale come fine del periodo fiscale.[1]
La norma collega quindi il capitale proprio imponibile alla situazione esistente alla chiusura dei conti del periodo fiscale. Inoltre, «Ogni anno civile, eccettuato l’anno di fondazione, i conti devono essere chiusi con un bilancio e un conto dei profitti e delle perdite». Se la chiusura dei conti è redatta in una moneta estera, la legge aggiunge una regola specifica: «Il capitale proprio imponibile va convertito in franchi. È determinante il corso delle divise (vendita) alla fine del periodo fiscale». Per verificare correttamente la data da usare, conviene quindi controllare la fine dell’esercizio commerciale risultante dalla chiusura dei conti e, se del caso, la moneta in cui tale chiusura è redatta.[1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]