Per quali rischi una società può costituire accantonamenti ammessi dal fisco?
Sono ammessi accantonamenti a carico del conto profitti e perdite per impegni esistenti ma di ammontare ancora indeterminato, per rischi di perdite su attivi del patrimonio circolante, per altri rischi di perdite imminenti nel corso dell’esercizio e, entro limiti precisi, per futuri mandati di ricerca e di sviluppo conferiti a terzi. Gli accantonamenti già ammessi vanno poi ripresi nell’utile imponibile se non sono più giustificati.
La norma ammette accantonamenti a carico del conto profitti e perdite per categorie di rischio determinate. In primo luogo, per gli impegni sussistenti nel corso dell’esercizio quando il loro ammontare è ancora indeterminato. In secondo luogo, per i rischi di perdite su attivi del patrimonio circolante, segnatamente sulle merci e sui debitori. Sono inoltre ammessi accantonamenti per altri rischi di perdite imminenti nel corso dell’esercizio. Occorre quindi verificare che il rischio rientri effettivamente in una di queste categorie e che sia collegato all’esercizio considerato, perché la disposizione delimita in modo espresso l’ambito degli accantonamenti fiscalmente ammessi.[1]
La disposizione include anche una categoria specifica per futuri mandati di ricerca e di sviluppo conferiti a terzi. In questo caso l’accantonamento è ammesso fino al 10 per cento dell’utile imponibile, ma complessivamente non oltre 1 milione di franchi. Questo significa che, per questa voce, non basta individuare il rischio o il progetto: bisogna anche controllare il rispetto del doppio limite quantitativo previsto dalla legge e il fatto che si tratti di mandati futuri conferiti a terzi. La norma prevede inoltre una regola di ripresa: gli accantonamenti ammessi negli anni precedenti sono aggiunti all’utile imponibile nella misura in cui non sono più giustificati.[1]
- Impegni sussistenti nel corso dell’esercizio con ammontare ancora indeterminato.
- Rischi di perdite su attivi del patrimonio circolante, segnatamente sulle merci e sui debitori.
- Altri rischi di perdite imminenti nel corso dell’esercizio.
- Futuri mandati di ricerca e di sviluppo conferiti a terzi, fino al 10 per cento dell’utile imponibile, ma complessivamente non oltre 1 milione di franchi.
- Ripresa fiscale degli accantonamenti ammessi negli anni precedenti nella misura in cui non sono più giustificati.
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni successiva modifica.[1]