Il datore di lavoro può trattenere dal salario una somma che il dipendente gli deve?
Sì, il datore di lavoro può compensare il salario con un proprio credito verso il lavoratore nella misura in cui il salario sia pignorabile. Se il credito riguarda un danno cagionato intenzionalmente, la compensazione può avvenire senza restrizione.
Il Codice delle obbligazioni prevede che il datore di lavoro può compensare il salario con un credito verso il lavoratore nella misura in cui il salario sia pignorabile. In pratica, una trattenuta per un debito del dipendente verso il datore di lavoro rientra nella compensazione del salario e segue questo limite. La regola distingue quindi tra la parte del salario che può essere toccata dalla compensazione e la parte che non può esserlo secondo il criterio della pignorabilità. [citationRefs placeholder][1]
La stessa norma aggiunge una regola specifica per i crediti derivanti da danno cagionato intenzionalmente: in questo caso il datore di lavoro può compensare senza restrizione. Occorre quindi verificare la natura del credito fatto valere dal datore di lavoro e, se non si tratta di un danno intenzionale, controllare fino a quale misura il salario sia pignorabile. La disposizione stabilisce inoltre che il salario in denaro è pagato in moneta legale durante il tempo di lavoro, salvo diverso accordo o uso, e che al lavoratore è consegnato un rendiconto. [citationRefs placeholder][1]
Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]