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Serve il consenso del cliente per inviargli una newsletter pubblicitaria?

In linea di principio sì: l’invio di pubblicità di massa mediante telecomunicazione è sleale se non si chiede preliminarmente il consenso dei clienti, se il mittente non è indicato correttamente o se non è offerta una possibilità di opporsi in modo agevole e gratuito. Esiste però un’eccezione limitata per pubblicità di massa relativa a merci, opere e prestazioni proprie analoghe, quando le coordinate del cliente sono state ottenute nella vendita e il cliente è stato informato della possibilità di opporsi all’invio.

Per una newsletter pubblicitaria, la regola da verificare è quella sulla «pubblicità di massa» trasmessa «mediante telecomunicazione». Il testo considera sleale trasmetterla o farla trasmettere quando non ha relazione diretta con un contenuto richiesto e si omette di chiedere preliminarmente il consenso dei clienti. La stessa disposizione richiede anche di menzionare correttamente il mittente e di indicare la possibilità di opporvisi in modo agevole e gratuito. Per un’impresa, questo significa che il consenso non è l’unico punto da controllare: anche identificazione del mittente e meccanismo di opposizione devono essere presenti e funzionare chiaramente prima di fare affidamento sulla liceità dell’invio.[1]

La stessa norma prevede però un’eccezione specifica. Non agisce in modo sleale chi, «nell’ambito della vendita di merci, opere o prestazioni», ottiene le coordinate dei propri clienti indicando loro che hanno la possibilità di opporsi all’invio di pubblicità di massa mediante telecomunicazione e poi trasmette, senza il loro consenso, pubblicità di massa per «merci, opere e prestazioni proprie analoghe». L’eccezione quindi è ristretta: riguarda i propri clienti, coordinate ottenute nella vendita, informazione preventiva sulla possibilità di opporsi e contenuti promozionali limitati a offerte proprie analoghe. Se uno di questi elementi manca, è prudente non presumere che l’eccezione si applichi e ricontrollare il testo completo della disposizione prima dell’invio.[1]

Questa risposta riassume il testo legale citato come pubblicato su Fedlex. Prima di agire, occorre verificare la disposizione attualmente in vigore e ogni modifica successiva.[1]

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