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Cosa deve sapere una PMI svizzera sul calcolo della cifra d’affari ai sensi dell’Art. 4 dell’ordinanza sul controllo delle concentrazioni?

Per l’Art. 4, la cifra d’affari si calcola partendo dal ricavo delle imprese partecipanti per merci e servizi dell’ultimo esercizio, nell’ambito delle attività ordinarie, e deducendo sconti, ribassi, IVA, altre imposte al consumo e ulteriori imposte direttamente connesse con la cifra d’affari. La norma disciplina anche esercizi inferiori a un anno, conversione di valuta estera e cumulo di certe transazioni entro un periodo di due anni.

Per una PMI, il punto di partenza è il ricavo realizzato dalle imprese partecipanti con merci e prestazioni di servizi nel corso dell’ultimo esercizio e nell’ambito delle loro attività ordinarie. Da questo importo, l’Art. 4 richiede di dedurre riduzioni quali sconti e ribassi, l’imposta sul valore aggiunto e altre imposte al consumo, nonché ulteriori imposte direttamente connesse con la cifra d’affari. In pratica, la regola non prende come base qualsiasi entrata lorda indistinta, ma un ricavo riferito alle attività ordinarie, corretto per le deduzioni espressamente indicate dalla disposizione.[1]

La disposizione prevede anche due aggiustamenti tecnici importanti. Se un esercizio ha una durata inferiore a un anno, deve essere convertito in un periodo di 12 mesi secondo la media dei mesi considerati. Se invece la cifra d’affari è espressa in moneta estera, va convertita in franchi svizzeri secondo le norme contabili vigenti in Svizzera. Per una verifica prudente, conviene quindi controllare se l’ultimo esercizio sia completo o abbreviato e se nei conti vi siano importi in valuta estera che richiedono conversione secondo le regole contabili svizzere applicabili.[1]

L’Art. 4 contiene inoltre una regola anti-frammentazione per certe operazioni successive. Se, durante un periodo di due anni, fra le stesse imprese avvengono due o più transazioni tendenti all’assunzione del controllo di parti delle medesime, tali operazioni sono considerate un’unica concentrazione ai fini del calcolo della cifra d’affari. In questo caso è determinante la data dell’ultima transazione. Per una PMI, il controllo prudente consiste nel verificare se vi siano state più acquisizioni collegate delle stesse parti tra le stesse imprese, perché il frazionamento temporale dell’operazione non impedisce necessariamente il cumulo previsto dalla norma.[1]

Prima di farvi affidamento, occorre verificare il testo vigente della disposizione e le eventuali modifiche successive.[1]

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